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Il 13 dicembre Amsterdam ospiterà le finali europee del torneo Nike Winner Stays X, cui parteciperà anche la squadra italiana dei Gladiators. Per l’occasione, Nike Football e la prestigiosa agenzia fotografica Magnum hanno realizzato questo esclusivo foto-ritratto della città olandese, una delle capitali mondiali dello street football.
Per le strade di Amsterdam, subire un tunnel è la forma massima di vergogna. Fare un tunnel come si deve, d’altronde, è celebrato. Dopo tutto la cultura dello street football (o straatvoetbal, come lo chiamano qui) si basa su stile e sfrontatezza, inclusi movimenti ingannevoli come quello – appunto – di far passare la palla fra le gambe dell’avversario. I giocatori lo chiamano panna, dalla parola panje, che nello slang del Suriname vuol dire “distruggere”.
Edward van Gils, è uno dei fondatori della crew degli Street Kings ed indiscussa autorità in materia. “Lo street football c’è sempre stato – spiega -, dunque noi non abbiamo mai detto di averlo inventato. Ma di certo ne abbiamo cambiato lo stile”. “A metà anni ’90 – prosegue – stavamo cercando di diventare giocatori professionisti, ma non riuscivamo. Avevamo bisogno di fare qualcosa che ottenesse l’attenzione generale”.
Tricks come i panna e il particolare stile di gioco divennero quel qualcosa che cercavano e, all’inizio degli anni 2000, la scena esplose letteralmente, trasformando questi ragazzi in delle celebrità locali. Per sfruttare al meglio questa notorietà e ampliare ulteriormente la loro platea, i giocatori selezionarono i loro campi di gioco improvvisati dalla vasta gamma di piazze pubbliche (pleintjes) di Amsterdam, che erano state a lungo le scuole dove erano cresciuti i migliori giocatori della città.
“Cercammo di trovare una location – ricorda val Gils – che fosse proprio al centro di un quartiere, in modo che i palazzi tutto attorno creassero una sensazione speciale, con musica e rumore, simile a quella dei veri stadi. Poi ne cercammo uno vicino alla metropolitana, non stavamo mai nello stesso posto”. Non tanto diversamente da quanto accadde a New York con i playground di basket, l’ascesa dello straatvoetbal riuscì anche a lanciare qualche atleta dalla strata agli stadi, come avvenuto ad esempio a Gregory van der Wiel, terzino del Paris Saint-Germain e della nazionale olandese.
Un altro fattore che attraeva gli spettatori era quello legato alle calzature di questi atleti, parte integrante della cultura dello steet football sin dal primo giorno. Le scarpe da running Nike, come ad esempio le Air Max 1 o le Air Max 90 furono fra le prime ad essere usate. Poi, nel 2010, con il debutto delle Nike Lunar Gato Air Safari (quelle disegnate per CR7) il cambio di stile: i prodotti Nike Football entrarono stabilmente a far parte della dotazione degli street footballer olandesi.
Il risultato finale è quello che abbiamo sotto gli occhi oggi. Una nuova razza di scarpe per lo street soccer, come la collezione Nike Football X, progettata e creata con innovazioni ad hoc, in grado di esaltare la versatilità e l’imprevedibilità del gioco. La scena dello street football di Amsterdam non ha solo assorbito queste innovazioni. Ha anche influenzato in maniera notevole il modo in cui il gioco viene percepito e apprezzato in tutto il resto del mondo.